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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Castelmola
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mwhqCastelmola (mwhgMola in mwhwsiciliano) è un mwiacomune italiano di mwiq1 065 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-2-1[2] della mwjgcittà metropolitana di Messina, in mwjwSicilia.

La cittadina fa parte del circuito dei mwkqborghi più belli d'Italia,cite-ref-5[5] ed è a vocazione turistica, determinata dalla estrema vicinanza a mwlgTaormina.

Contents

Storia
Simboli
Altro
Cucina
Note

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Geografia fisica

Il paese, piccolo e ben conservato, si trova sulla cima di un cocuzzolo a strapiombo sul mwngmar Ionio a circa 36mwnw chilometri a sud da Messina, a circa 49 chilometri a nord da Catania e a pochi chilometri da Taormina. Il punto più elevato si raggiunge salendo per un sentiero, dalla piazza principale del paese, la piazza Sant'Antonino, fino ai ruderi di un castello. Sulla piazza esiste un belvedere che offre una splendida vista sulla costa ionica e sulla città di mwoaTaormina, sul mare e sulla costa calabra.

Storia

Epoche greca e romana

Le origini di Castelmola risalgono al periodo preellenico. La denominazione trae ispirazione dalla conformazione del grande masso su cui sorge che ricorda appunto una "mwsamola". Forse per la sua posizione sopraelevata fu un tempo la vera acropoli di Taormina, e le loro vicende sono talmente connesse da non poter distinguere quelle dell'una dall'altra.

mwsgMylai era il nome del primo insediamento, risalente all'mwswEtà del ferro (mwtaVIII secolo a.C.), opera dei mwtqSiculi. Ciò è testimoniato dal ritrovamento della necropoli di Cocolonazzo. Le ceramiche con decorazioni dipinte a motivi geometrici, restituite dalle sepolture a grotticella artificiale, hanno consentito di determinare l'origine dell'abitato. Nel mwtg396 a.C. mwtwDionisio, mwuatiranno di Siracusa, assedia Mylai (Μυλαί in mwuqgreco antico), ma è sconfitto dai Siculi, che respingono l'assalto. Nel 392, lo stesso Dionisio, ritenta l'attacco, con maggiore fortuna e riesce ad occupare la zona. Alla sua morte, nel 367, la città è presa in mano da mwugAndromaco che costruisce il centro abitato a piano delle Ficare, erige nuove fortificazioni, realizza cisterne, di cui esistono ancora tracce lungo il percorso, e serbatoi per l'acqua, migliorando così le condizioni di vita.

Tindarione, che governa la città, alla morte di Andromaco, la pone sotto protezione di mwvqPirro, ma, durante la mwvgprima guerra punica, è conquistata da mwvwGerone di Siracusa, che la governa fino al 214.

Epoche bizantina e araba

Dopo la mwwgcaduta dell'Impero romano d'Occidente, la città segue il destino dell'isola, passando sotto l'mwwwinfluenza bizantina. Il primo agosto 902, i mwxaSaraceni di mwxqIbrahim II (Ibrāhīm (II) ibn Aḥmad ibn al-Aghlab), riescono a far breccia nelle fortificazioni della città e devastano l'abitato. Solo il castello resiste all'attacco dei Mori che si dirigono verso mwxgmwxwTauromenion, attraversando il varco che da allora è detto mwyaPorta dei Saraceni.

Epoche normanna, sveva e aragonese

Il dominio arabo si conclude nel 1078, con l'ascesa di mwywRuggero il Normanno che conquistata Taormina, dopo sette mesi d'assedio, espugna anche la fortezza di Mola. Ruggero costruisce un nuovo centro abitato intorno al castello, chiamato Mola. Quale ringraziamento alla Madonna fece anche erigere la chiesetta della Santissima Annunziata, ubicata nei pressi dell'abitato.

Nei secoli successivi, il paese perde il suo carattere difensivo, ma assume un ruolo politico riconosciuto. Affidata ai nobili fedeli al re, Mola appoggia dapprima gli mwzqSvevi contro gli mwzgAngiò, restando fedele al casato mwzwHohenstaufen fino all'ultimo, poi nel 1282, durante i mwaaVespri Siciliani, insorge contro gli Angioini schierandosi a favore degli mwaqAragonesi.

Epoche spagnola e austriaca

Il castello di Mola piazzaforte spagnola, è alternativamente occupato dai contingenti francesi dopo i gravi e ripetuti scontri con le truppe spagnole, lunga scia di episodi che si inserisce tra il mwba1673 e il mwbq1678 nel triste contesto delle mwbgrivolte antispagnole.cite-ref-6[6]

Dal mwda1718 al mwdq1720, la piazzaforte e il territorio sono basi dalle armate austro-piemontesi durante gli scontri contro gli spagnoli capitanati dal Viceré mwdgJean François de Bette III Marchese di Lede.cite-ref-7[7] Nella "guerra di successione" le truppe della coalizione resistettero all'assedio spagnolo, per poi cedere la base.cite-ref-8[8] La mwfwBattaglia di Francavilla si inserisce nel contesto dei conflitti contro la mwgaQuadruplice alleanza combattuti dal regno di mwgqSpagna contro mwggInghilterra, mwgwFrancia, mwhaAustria e mwhqPaesi Bassi per il predominio sul mwhgmar Mediterraneo. L'esito degli scontri sarà sfavorevole per la compagine iberica, evento che aprirà la breve mwhwparentesi austriaca in Sicilia.

Epoca borbonica

Nel 1738 Mola entra a far parte dei domini borbonici, poi dal 1816 accorpato insieme a tutto il Regno di Sicilia nel nuovo Stato ridenominato mwigRegno delle Due Sicilie, e nel 1860, alla fuga dell'esercito borbonico inseguito dalle truppe garibaldine, vota l'annessione al mwiwRegno d'Italia.

Epoca contemporanea

Nel 1928 il territorio di Castelmola fu annesso al comune di Taormina. Questo periodo fu particolarmente negativo per Castelmola, in quanto la crescita economica attraversò anni di immobilità che di certo non le giovarono; questa parentesi fortunatamente non durò a lungo, perché nel 1947 riacquistò l'autonomia amministrativa.

L'aspetto del paese e la sua struttura urbanistica medievale si sono mantenuti pressoché inalterati fino al 1928, anno in cui, per creare l'accesso al centro urbano, fu del tutto modificata l'affascinante entrata del borgo. Una scalinata quasi intagliata nella roccia conduceva ai piedi del castello, fino alla porta vera e propria di entrata nel centro; a mantenere l'idea di quello che era, rimane l'arco d'entrata posto su una gradinata in pietra calcarea; l'auditorium comunale conserva al suo interno le straordinarie foto che ne testimoniano la bellezza. Nel tempo, malgrado le modifiche apportate al suo aspetto, il centro storico mantiene un aspetto caratteristico.

Simboli

Nello stemma d'azzurro è raffigurato un castello d'oro, torricellato di tre pezzi, che simboleggia quello di Castelmola. Il gonfalone è un drappo di azzurro.cite-ref-9[9]

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture militari

Castello di Mola

Della fortificazione denominata mwswcastello di Mola restano i ruderi delle poderose mura normanne, e non è possibile stabilire con esattezza l'epoca di costruzione. L'unico elemento certo, in merito all'edificazione di quest'opera difensiva, proviene dalla dicitura greco bizantina del X secolo, incisa nella lapide marmorea posta sulla facciata del duomo, che recita: "Questo castello fu costruito sotto Costantino, patrizio e stratega di Sicilia". Nonostante questo faccia presumere una collocazione in epoca medioevale la maggior parte degli storici concorda con una più antica edificazione nel periodo romano. Nel 1334, sotto il regno di mwtaPietro d'Aragona, fu cinto di mura e reso inaccessibile per essere utilizzato come fortezza e prigione funzionale anche alla vicina Taormina. Il castello di Mola fu per secoli l'anello più forte della catena difensiva peloritana composta dai manieri di Milazzo, Ficarra, Tripi, Castroreale, Castiglione e Francavilla, rappresentando per i diversi conquistatori il punto nevralgico da espugnare per assumere il controllo del territorio. Altro riferimento storico proviene dall'emblema posto sulla sommità dell'arco d'ingresso che presenta la dicitura: "Castello fedele a Sua Maestà – anno 1578". La suggestiva area del castello ospita talvolta spettacoli di falconeria che si tengono fra le rovine.

Architetture religiose

Duomo di San Nicola di Bari

La mwuqchiesa madre, ricostruita tra il 1934 e il 1935 sulla preesistente cattedrale, è intitolata a San Nicola di Bari. Architettonicamente presenta una commistione di stili: dal romanico al gotico, dall'arabo al normanno. Della cinquecentesca chiesa originaria sono stati rimontati il portale laterale e l'arcata del coro, oltre agli altari e al pulpito in noce intarsiato, risalenti però al XVIII secolo. L'ingresso principale, con arco a sesto acuto, è laterale rispetto alla piazza e prospetta su uno straordinario belvedere dal quale si può ammirare l'imponente mole dell'Etna, che domina il golfo di Naxos. Il campanile, posto sul lato destro e arretrato rispetto alla facciata, presenta delle belle bifore e un'interessante lapide del X secolo in mwuggreco bizantino. L'impianto è ad una sola navata, culminante con un'abside circolare. All'interno sono custodite due statue settecentesche: la mwuwMaddalena penitente e la mwvaMadonna del Rosario, mentre nella sagrestia, oltre a pregevoli paramenti sacri, si conservano alcune tele di notevole valore: una mwvqMadonna in trono con Bambino raffigurata tra mwvgSan Rocco e mwvwSan Michele Arcangelo della seconda metà del Cinquecento, uno mwwaSposalizio della Madonna e di San Giuseppe del XVI secolo e un mwwqSan Michele Arcangelo del Settecento.

Chiesa di San Giorgio

Costruita nei pressi di punta san Giorgio intorno all'anno 1450, la chiesa si distingue per la sobrietà delle linee architettoniche e per l'unicità del suo campanile, costituito da una breve torre inglobata nel corpo edilizio e sormontata, negli angoli, da 4 pinnacoli piramidali (clocheton). Si accede al tempio da un esonartece coperto da una volta a botte a tutto sesto e chiuso da un pregevole cancello in ferro battuto. La pianta della chiesetta è ad una sola navata e presenta sul lato destro una cappella intitolata al SS. Crocifisso. Questo ambiente è stato aggiunto alla struttura principale, e costituisce una seconda navata che si interseca ortogonalmente a quella maggiore. Nel coro, al quale si accede mediante una scala in muratura sorretta da un arco a sesto acuto rampante, si trova un enorme organo a canne. La pavimentazione in marmo presenta due lapidi sepolcrali delle congregazioni di san Giorgio e del Crocifisso con epigrafi in latino, posizionate nella navata centrale e nella cappella. Dalla prima si accede, tramite una scalinata ricavata nella roccia, alla cripta che custodisce delle catacombe. All'interno della chiesa sono custodite pregevoli opere d'arte, fra cui: una tela raffigurante l'mwxamwxqIncarnazione dell'Immacolata, la statua di mwxgSan Giorgio, patrono del paese, e una statua lignea settecentesca dell'mwxwImmacolata Concezione. Nella mwyaCappella del Santissimo Crocifisso si trovano le statue di mwyqSan Biagio, della mwygMadonna Addolorata e l'urna contenente il mwywGesù Morto, le tele del mwzaPurgatorio e dei mwzqMisteri del Rosario, e un affresco settecentesco della mwzgPietà, posto dietro un antico mwzwCrocifisso ligneo.

Chiesa di San Biagio

Fu la prima chiesa edificata a Castelmola. Posta a ridosso di una roccia e prospiciente su un piazzale dal quale si gode uno straordinario panorama sull'Etna, Taormina e il golfo di Naxos, è stata recentemente restaurata. Durante i lavori è stata ricostruita la volta a botte e sono stati ripristinati i prospetti. È stato inoltre recuperato l'affresco settecentesco raffigurante una mw0gMadonna con Bambino ritratta con san Biagio e schiere angeliche che si trova all'interno.

Chiesa dell'Annunziata

Il tempio sorge nella contrada omonima, poco prima di entrare nel paese, nei pressi del cimitero. Fu costruita nel 1100 da Ruggero il Normanno quale ringraziamento alla Madonna per l'aiuto ricevuto durante la vittoriosa guerra contro i Saraceni, e presenta un portale di notevole pregio, inventariato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali. La chiesetta è aperta al culto per un breve periodo dell'anno, dal 1º al 15 agosto, durante il quale si celebrano la novena della Madonna Annunziata e la festa dell'Assunzione di Maria al cielo.

Altro

Piazza Sant'Antonio

Costruita nel 1954, la piazza è il belvedere sulla sottostante Taormina. Presenta una pavimentazione a mosaico in pietra bianca e lavica, e marciapiedi alberati dove sono collocati sedili in pietra. Sulla piazza prospetta l'omonima chiesetta: armoniosa costruzione più volte rimaneggiata, che conserva ancora i tratti essenziali dell'architettura sacra del Sud Italia. Recentemente è stata trasformata in Auditorium comunale. Defilato sulla destra, si trova l'antico arco che segna l'ingresso del paese. Venne posto su una gradinata in pietra, che ne enfatizza la bellezza, durante i lavori per la realizzazione della piazza. Di fronte si trova il Caffè San Giorgio, fondato nel 1700 dai monaci che lo adibirono a taverna. Molti anni dopo don Vincenzo Blandano lo trasformò in uno dei locali tipici del paese, caratterizzandolo con una ricca collezione di mw2aalbum dove dal 1907 sono raccolte le firme e i pensieri dei visitatori, comprese quelle di alcuni uomini illustri del Novecento.

Monte Venere

Sito naturalistico e panoramico, ospita il mausoleo di mw2wFlorence Trevelyan, una nobildonna inglese che si stabilì in zona in seguito al suo matrimonio con il dottor mw3aSalvatore Cacciola. La Trevelyan progettò inoltre la mulattiera di Scalazze, una scorciatoia per raggiungere il monte Venere.

Società

Religione

Festa di San Giorgio

Il 23 aprile si svolge ogni anno la festa religiosa dedicata al patrono san Giorgio. Non è noto il motivo esatto che ha portato alla scelta di questo Santo come patrono ma si può ritenere che questa abbia origini molto antiche. Gli abitanti attendono questo appuntamento con molta devozione e sentimento e preparano, attraverso la parrocchia, il comitato san Giorgio e la collaborazione del comune, i festeggiamenti trasportati da una calorosa partecipazione. L'evento si protrae per almeno quattro o cinque giorni ed è caratterizzato da spettacoli di intrattenimento e da una piccola fiera lungo la strada d'accesso al paese. Nel 2008, l'amministrazione comunale ha voluto far coincidere ad una manifestazione così importante per la cittadinanza, "Primavera nel Borgo", la festa della primavera, valorizzando in questo modo quello che da sempre per Castelmola è un momento religioso ma anche un'occasione per riunire l'intera comunità.

Presepi

Castelmola negli anni Novanta è riuscita a rendersi nota, durante il periodo natalizio, per la realizzazione dei presepi. Tramite la stretta collaborazione tra istituzioni, commercianti e cittadini volontari, vengono allestiti dei presepi lungo tutto il paese che nelle sue innumerevoli viuzze ospita le più svariate creazioni artistiche.

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-10[10]

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 69 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

• mw-wGermania 12 1,11%
• mwaqeMarocco 12 1,11%

Cultura

Cucina

Castelmola è il paese del vino alla mandorla, un vino bianco secco aromatizzato con alcool delle migliori qualità in infusione con mandorle amare, erbe, essenze agrumarie, zibibbo, caramello. Don Vincenzo Blandano, titolare dell'antico Caffè San Giorgio (primo locale di Castelmola, era precedentemente chiamato taverna San Giorgio, in onore del santo patrono molese), era solito offrirlo in segno di benvenuto agli ospiti che si arrampicavano su per il colle di Mola, e può quindi esserne considerato l'inventore. Creò questo vino aromatizzato usando le antiche tecniche greche di infusione e lo chiamò proprio "blandanino".

Letteratura

mwaqcmwaqgL'amante di Lady Chatterley, il famoso romanzo di mwaqkDavid Herbert Lawrence, pubblicato nel 1928 e successivamente ritirato per oscenità, venne ispirato dalla condotta licenziosa della baronessa tedesca Frieda von Richthofen, moglie dello scrittore inglese. Durante il loro soggiorno a Taormina, infatti, Frieda ebbe infatti, modo di esprimere la propria esuberante sensualità, tra i vigneti e le cascine delle campagne di Castelmola, con il giovane mulattiere molese Peppino D'Allura, che aveva il compito di accompagnare la baronessa alla villa della sua padrona, la signora Betty, la quale viveva a monte Venere a 800 metri sul mare.

Amministrazione

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 9 luglio 1985 | 21 maggio 1990 | Leopoldo Biondo | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 11 ] |
| 21 maggio 1990 | 14 giugno 1994 | Leopoldo Biondo | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 11 ] |
| 15 giugno 1994 | 25 maggio 1998 | Arturo D'Agostino | - | Sindaco | [ 11 ] |
| 25 maggio 1998 | 27 maggio 2003 | Giuseppe Biondo | lista civica | Sindaco | [ 11 ] |
| 27 maggio 2003 | 28 febbraio 2007 | Giuseppe Biondo | lista civica | Sindaco | [ 11 ] |
| 28 febbraio 2007 | 15 maggio 2007 | Grazia Bellia | | Commissario straordinario | [ 11 ] |
| 15 maggio 2007 | 8 maggio 2012 | Antonia Cundari | lista civica | Sindaca | [ 11 ] |
| 8 maggio 2012 | 12 giugno 2017 | Antonino Orlando Russo | lista civica | Sindaco | [ 11 ] |
| 12 giugno 2017 | 13 giugno 2022 | Antonino Orlando Russo | lista civica | Sindaco | [ 11 ] |
| 13 giugno 2022 | in carica | Antonino Orlando Russo | lista civica | Sindaco | [ 11 ] |

Altre informazioni amministrative

Il comune di Castelmola fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: mwatcregione agraria n.10 (Colline litoranee di Taormina)cite-ref-12[12].

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-superficie-11. mwauimwaummwauqDati Istat 2011, su mwauuistat.it. mwauyURL consultato il 22 maggio 2014.
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-22. mwauwmwau0mwau4Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwau8demo.istat.it, mwavaISTAT.
cite-note-divamm-sismica-32. mwavqmwavumwavyClassificazione sismica (mwavcmwavgXLS), su mwavkrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-43. mwav0mwav4mwav8Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwawamwawePDF), in mwawiciterefmwawmLeggemwawq mwawu26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwawyAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwawc 151. mwawgURL consultato il 25 aprile 2012 mwawk(archiviato dall'mwawourl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-55. mwaw4mwaw8mwaxaSito dell'Associazione Borghi più belli d'Italia, su mwaxeborghitalia.it. mwaxiURL consultato l'8 agosto 2008 mwaxm(archiviato dall'mwaxqurl originale il 19 dicembre 2008).
cite-note-66. mwaxgmwaxkVito Maria Amico,mwaxo pp. 117-122.
cite-note-77. mwax4mwax8Vito Maria Amico,mwaya p. 328.
cite-note-88. mwayqmwayuVito Maria Amico,mwayy p. 321.
cite-note-99. mwayomwaysmwaywStatuto del Comune di Castelmola (mway0mway4PDF), in mway8Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, n.mwaza 36, 27 agosto 2004, Art. 10 mwazeStemma e gonfalone.
cite-note-1010. Dati tratti da: mwazumwazymwazcmwazgmwazkPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwazomwazsPDF), su mwazwebiblio.istat.it, mwaz0ISTAT. mwaz4mwaz8mwaaamwaaePopolazione residente per territorio – serie storica, su mwaaiesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-interno-114. mwabkhttp://amministratori.interno.it/
cite-note-1212. mwab0mwab4mwab8GURS Parte I n. 43 del 2008, su mwacagurs.regione.sicilia.it. mwaceURL consultato il 22 maggio 2014.

Bibliografia

• citerefvito-maria-amico(IT) Vito Maria Amico, "Storia di Sicilia dal 1556 al 1750, per servire di continuazione a quella del Fazello", volgarizzata da Giuseppe Bertini, con note ed aggiunte, Palermo, Stamperia D'Antonio Muratori, 1836.

Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Castelmola

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.castelmola.me.it.
• citerefsapere-itCastelmòla, su sapere.it, De Agostini.